Sono giorni strani, surreali, con tanto tempo a
diposizione da passarlo in casa. So che tutto questo
non è il massimo, ma cerchiamo di avere un po’ di
pazienza e “Tutto andrà bene”.

Manteniamo le nostre abitudini di sempre, non siamo in vacanza:

  • Svegliatevi ogni giorno allo stesso orario di sempre;
  • Non abbandonate una sana e varia alimentazione, organizzate i vostri pasti, visto che avete tanto tempo a disposizione, partite sempre dalla prima colazione;
  • Mantenetevi attivi, potete ripetere a casa gli esercizi che facevate in palestra o seguire qualche allenamento adatto sul web, vi consiglio gli allenamenti di “resta in forma con Olimpic” dove l’istruttore Jacopo Ferrini vi mostrerà dei semplici ed efficacissimi esercizi da fare in casa;
  • Mantieni una mente positiva.

Questo è il tempo giusto per sperimentare nuove ricette, che dite?
assaporate, assaggiate, cucinate con tutta la famiglia, DIVERTITEVI.
Cuciniamo in maniera intelligente e organizzata mi raccomando,
controlliamo cosa abbiamo in dispensa e creiamo il nostro piatto.

La ricetta che vi proporrò oggi l’ho sperimentata in questi giorni, un
dolce scacciapensieri, ho usato gli ingredienti che avevo, pochi ma
buoni, semplici e genuini. Un dolce soffice, solare semplice ma allo
stesso tempo buonissimo, che ho voluto chiamare “HOPE”, che
significa speranza. L’ho voluto chiamare così perché mia Nonna mi diceva sempre che i momenti bui vanno affrontati con “Fede, Speranza e Amore, senza allarmarsi mai”.

Mentre si cucina è importante usare le proprie emozioni come “ingredienti” speciali, ed io questa mia “Torta Speranza” voglio condividerla con tutti voi.

INGREDIENTI

• 200 grammi di farina tipo 2 (o se preferite, tipo 00 )
• 80 grammi di olio di semi di girasole biologico
• 170 grammi di succo di arancia non trattata
• 130 grammi di zucchero di canna integrale
• 200 grammi di carote grattugiate finemente e asciugate
per bene
• 1 bustina di lievito per dolci
• Gocce di cioccolato fondente

PROCEDIMENTO

• In una ciotola setacciate la farina e
aggiungete il lievito e lo zucchero,
amalgamate per bene.
• Aggiungete l’olio, il succo d’arancia e le
carote, amalgamate ancora il composto.
• Ungete una teglia da 24 cm circa e versate il
composto aggiungendo le gocce di cioccolato.
• Cuocete in forno statico, a 160° per 50 minuti
(o comunque fate la prova con lo
stuzzicadenti).
• Lasciare raffreddare e cospargere lo zucchero
a velo sulla superficie.

Curiosità

La principale sostanza di cui la carota è ricchissima, il betacarotene, ha preso il nome proprio da questo ortaggio. Infatti, come la frutta e la verdura di colore giallo-arancio, anche la carota deve la sua pigmentazione alle elevate quantità di betacarotene, una sostanza appartenente alla famiglia dei carotenoidi.

Il betacarotene (chiamato anche provitamina A) è un pigmento naturale, precursore della vitamina A.
Si trova in moltissimi vegetali, soprattutto nella frutta. Il nostro organismo sintetizza la vitamina A (retinolo), partendo da questo carotenoide.

Quindi, la vitamina A svolge un ruolo protettivo importantissimo per moltissime funzioni biologiche dell’organismo e rappresenta una difesa essenziale per combattere tante patologie e disfunzioni:
• Favorisce la formazione dell’abbronzatura, proteggendo l’epidermide dai raggi solari;
• Interviene nel processo visivo, protegge la retina e aumenta la capacità di visione in
condizioni di scarsa illuminazione;
• Aumenta la resistenza contro le infezioni e interviene nei processi di smaltimento delle
tossine da parte del fegato.
• Azione antinfiammatoria;
• Protegge l’apparato cardiovascolare;
• Potente antiossidante che contrasta l’invecchiamento cellulare.

C’era una volta la carota, ma non era arancione.

Il colore tipico di
questo ortaggio fu infatti deciso a tavolino dai contadini olandesi
nei secoli XVI e XVII per rendere omaggio a Guglielmo d’Orange, il
capostipite dell’attuale dinastia regnante in Olanda. Le varietà
originarie, provenienti dall’Afghanistan, erano per lo più tra il
porpora e il viola, ma ne esistevano anche di gialle, rosse o nere, e
attraverso una serie di incroci di sementi, gli zelanti agricoltori
riuscirono a virarne il colore verso l’arancione che tutti noi conosciamo. La nuova carota arancione si diffuse quindi nel resto del mondo, riscuotendo maggior successo delle antenate violacee, sia per il sapore, che risultava più dolciastro, sia perché considerata più gradevole alla vista.
Quelle VIOLACEE non sono quasi più usate, ma non si sono estinte: alcuni agricoltori europei continuano infatti a coltivarle anche perché sono ricche di sostanze antiossidanti e quindi sono tornate in uso negli ultimi anni.
In Italia, esistono coltivazioni di carote viola in Puglia, nei pressi di Polignano a Mare (Bari) e di Tiggiano (Lecce).